Dijssembloem, il MoVimento diffonde un’intervista falsa

Dijssembloem, il MoVimento diffonde un’intervista falsa

Se non avesse avuto per protagonista il gruppo parlamentare europeo del MoVimento 5 Stelle, la vicenda del falso doppiaggio dell’intervista all’ex capo dell’Eurogruppo Jeroen Dijssembloem, potrebbe quasi essere bollata come una ragazzata, una leggerezza da social, sui quali molti ripostano e condividono notizie magari non confermate.

Leggendo infatti l’articolo de Il Post, scopriamo che gli eurogrillini, attraverso il loro sito ufficiale, hanno ripreso un video pubblicato originariamente dal sito complottista PandoraTV in cui una voce fuori campo propone l’intervista rilasciata da Dijssembloem alla rete statunitense CNBC, offrendo quella che sembra una traduzione delle sue parole.

Sorprendente e gravissimo il contenuto, visto che, stando alla narratrice, l’ex capo dell’Eurogruppo «invita apertamente i mercati a lanciare un attacco alle finanze italiane, spiegando loro anche come devono fare, e cioè orchestrando un danno ai titoli italiani, facendo così salire gli interessi sul debito all’Italia. […] Dijsselbloem spiega che l’unico modo è dare ordine a Draghi e alla BCE di far salire lo spread, per portare al fallimento le banche italiane, già riempite di titoli di stato». E ancora afferma che «il popolo italiano deve percepire la distruzione dell’economia italiana e il crollo delle banche come un’implosione».

Ovviamente ascoltando l’intera intervista, non c’è alcuna traccia di questi concetti e lo stesso Draghi non viene nemmeno mai nominato. Si tratta quindi di una intervista i cui contenuti sono stati sostanzialmente alterati e riscritti per acuire il disprezzo della gente nei confronti dell’Europa.

Lo stesso sito che l’aveva originariamente proposta, ZeroHedge, riferisce sempre Il Post, viene spacciato per una prestigiosa rivista americana dal M5S, ma è in realtà un sito molto poco considerato e ritenuto legato alla destra estrema e complottista. Una situazione da ridere, si dirà, se il video non avesse avuto una decina di migliaia di condivisioni e commenti carichi di insulti dal popolo del web, opportunamente ingannato dai loro rappresentanti europei.

Un vicenda gravissima, come sostenevo all’inizio, che non può essere trattata con leggerezza (i protagonisti, ricordiamo, sono rappresentanti istituzionali, che hanno il dovere di verificare le fonti delle informazioni che divulgano) e che mostra tutti i limiti della grottesca e pericolosa impostazione della comunicazione in versione pentastellata, in cui la narrazione (anche se falsa) può tranquillamente sostituire l’informazione (quella vera). In questo contesto naturalmente i social sono il perfetto megafono delle loro fake news e i giornali sono solo scomodi grilli parlanti che “svelano gli altarini”.