Cancellare la prescrizione, ecco l’ultima follia a 5 stelle

Cancellare la prescrizione, ecco l’ultima follia a 5 stelle

Forse non molti sanno cosa sia la prescrizione, ma si tratta in sostanza di un istituto giuridico attraverso il quale, se considerato specificatamente in ambito penale, trascorso un certo lasso di tempo, non è più possibile processare qualcuno, perché, in teoria, col passare del tempo si affievolisce, fino a venire meno, l’interesse dello Stato a perseguire il reato.

Questo istituto, del quale molto si discute in questi giorni, è tanto più importante nel nostro lento e farraginoso ordinamento, perché è ad oggi l’unico elemento che garantisce la “durata ragionevole” dei processi, sancita dall’art. 111 della Costituzione. Un tema delicato, della cui riforma si parla anche nel contratto di governo tra Lega e 5 Stelle.

Proprio il ministro penstastellato della Giustizia Alfonso Bonafede ha pensato bene di affidare la modifica delle norme attuali sulla prescrizione, non già ad una riforma organica, ma ad un semplice emendamento, inserito “al volo” nel ddl anticorruzione, con il quale si stabilisce semplicemente che la prescrizione è “sospesa” dopo il primo grado di giudizio.

Una bomba atomica sul processo penale, per usare le parole dell’avvocato e ministro leghista della Pubblica Amministrazione Bongiorno, che di fatto fa saltare ogni certezza di una ragionevole durata dei nostri eterni processi penali (per la cui lentezza l’Italia paga già multe salatissime e che ci costa secondo alcuni calcoli quasi 2,5 punti di PIL) e che trasforma l’Italia in un popolo di potenziali inquisiti a vita.

Una riforma, questa, che il M5S ha lanciato con i cannoni della propaganda e hashtag vari, facendo anche sciacallaggio su recenti fatti di cronaca per far credere al popolo grillino che, con questa riforma, le violenze sessuali ed altri reati violenti, oltre alla corruzione, non rimarranno più impuniti, come invece avviene oggi. Nulla di più falso e propagandistico se è vero che, come ha spiegato il presidente delle Camere Penali, il 70% dei processi finisce in prescrizione prima della conclusione delle indagini preliminari, quindi molto prima di quella famosa sentenza di primo grado, rendendo di fatto quasi inutile la riforma così come concepita, la quale rischia solo di trascinare all’infinito tutti quei processi che arrivano al secondo grado (con una conseguente esplosione dei costi per lo stato e per gli imputati), in violazione della costituzione e della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Non è un caso, d’altra parte, che questa proposta abbia messo d’accordo (su posizioni critiche) per la prima volta Associazione Nazionale Magistrati, avvocati, costituzionalisti, il presidente dell’ANAC Cantone e allertato anche il Quirinale, se si tralasciano anche le legnate tirate dal primo presidente di Cassazione.

Diverso sarebbe stato, a mio avviso, se si fosse pensata una riforma che preveda la cancellazione secca della prescrizione per i reati peggiori contro la persona e la morale e legarla, in tutti gli altri casi, all’inizio del processo penale, come avviene già in Germania e in Francia, anziché, come assurdamente accade da noi, al momento del compimento del reato. Così si sarebbe salvaguardato sia il diritto dello Stato a perseguire i colpevoli di un reato, sia quello di un imputato a vedere il proprio processo concludersi in tempi ragionevoli, indipendentemente che la sentenza sia di assoluzione o di colpevolezza.

Perché questa folle proposta. La risposta è sempre la stessa: propaganda. Pura e semplice propaganda. E’ infatti sempre più semplice parlare alla pancia piuttosto che alla testa della gente. E in virtù di questo principio “abolire”, “bloccare”, “cancellare” fa più effetto che “riformare” e “modificare”, soprattutto se associato ai reati più invocati dai manettari. Dunque che il popolo imbracci i forconi e l’era del processo eterno abbia inizio!