Governo sotto in commissione al Senato

Il testo dell’emendamento 25.12 presentato dalla senatrice di Forza Italia Urania Papatheu all’atto del Senato n. 909 relativo alla conversione in legge del Decreto Genova, già approvato dalla Camera dei Deputati, è in realtà di una riga e mezza, ma tanto è bastato per scatenare il caos nei 5 Stelle.

L’emendamento ha infatti ottenuto il voto dell’ormai ex eroe Gregorio De Falco, il comandante della Capitaneria di Porto che strapazzò Schettino la notte del naufragio della Concordia, ora eletto proprio al Senato tra le file del MoVimento e rappresentante dell’8^ Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni, e l’astensione dell’altra dissidente, Paola Nugnes, membro della 13^ Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali. La colpa? Aver agito secondo coscienza, cosa che ora potrebbe causare l’espulsione del primo e la sospensione della seconda.

In realtà l’emendamento aggiusta decisamente il tiro dell’ormai famoso condono di Ischia, che nel testo originale doveva essere fatto tenendo conto delle norme dell’85, anno in cui era stata prevista la sanatoria più permissiva. Le maglie degli altri due condoni, datati 1994 e 2003 erano infatti di gran lunga più strette, ma proprio a questi si sarebbe dovuto far riferimento per sanare gli abusi più recenti. Un modo dunque per porre un freno e stabilire dei paletti nella definizione delle pratiche di condono, necessaria per l’erogazione  dei contributi per il terremoto.

Eppure i cultori dell’onestà hanno non solo detto no e difeso il testo con la sanatoria più ampia, ma definito gravissimo che De Falco votasse in modo contrario su un atto che interessa il collegio elettorale di Giggino Di Maio.